1826 - 24 novembre alle 20:30 nasce
Carlo (Giovanni, Filippo, Lorenzo) primogenito di dieci figli a
Firenze in via Taddea, 21 dal padre Domenico, originario di Cortona,
e dalla madre Angiola Orzali, originaria
di Collodi, entrambi a servizio dai Marchesi Ginori Lisci.
La
famiglia
Ginori,
originaria di Calenzano, si trasferì a Firenze
già
alla fine del Duecento scegliendo il quartiere di San Lorenzo. Nel 1786 Francesca
Lisci sposò
il Marchese Lorenzo Ginori ed, essendo l'ultima discendente della sua
famiglia, lasciò al figlio Carlo
Leopoldo tutti
i suoi beni, tra cui la tenuta
di Querceto.
Quest'ultimo, per rispettare la volontà della madre, aggiunse il
cognome dei Lisci a quello dei Ginori. Come già nei secoli precedenti anche nell'Ottocento i
Ginori furono molto presenti nella vita
politica;
infatti, sia durante il periodo del Granducato di Toscana sotto gli
Asburgo Lorena che durante il Regno d'Italia, vari membri della
famiglia furono nominati senatori
e
deputati.
La
madre di Carlo, Angiola Orzali era una delle figlie del fattore del
marchese Giuseppe Garzoni Venturi a Collodi e la sua famiglia godeva di buone
condizioni economiche, tanto da permettere alle figlie di diventare
maestre elementari La giovane Angiola fu adibita alla direzione della
casa e, ben presto scelta da Marianna Garzoni come sarta e cameriera,
continuò a lavorare per lei anche quando quest’ultima sposò il
marchese Ginori e si trasferì a Firenze nel palazzo omonimo.
Il marchese Giuseppe Venturi, nato
il 24 luglio 1824 da nobile ed antichissima stirpe, cessò di vivere
nella stessa città di Firenze, dove aveva sortito i natali.
Giovanissimo ancora, il marchese Garzoni si occupò con grande amore
della cosa pubblica, e prese parte attiva ai moti del 1859, che
prepararono l'annessione della Toscana al Regno d'Italia. Deputato
prima alla Costituente toscana, il Garzoni entrò più tardi, cioè
nel gennaio 1866, a far parte della Camera dei deputati e rieletto
dagli stessi elettori di Borgo a Mozzano in due legislature
successive, compiè lodevolmente l'ufficio di deputato, fino a che
nel dì 15 novembre 1871 venne elevato alla dignità di senatore.
Modesto e semplice nel costume, egli si compiaceva dell'amicizia e
dell'intimità coi migliori ingegni del suo tempo, che lo avevano
carissimo, e sebbene fosse uomo di larga cultura e potesse a buon
diritto aspirare all'onore di prender parte alla vita politica
militante, preferì portare le sue cure intelligenti
nell'amministrazione degli istituti locali, ed in quella
particolarmente del Comune di Firenze, in qualità di assessore delle
finanze durante il consolato di Ubaldino Peruzzi, poi di assessore
delegato, per oltre dieci anni, con funzione di sindaco.
La
madre di Carlo, secondo i biografi del Collodi, sarebbe stata
particolarmente intelligente, abile in ogni lavoro, bellissima anche
da vecchia, spigliata e cortese. Il rapporto con lei, con cui, salvo
alcune interruzioni, Carlo continuò ad abitare tutta la vita, ha
avuto un influsso decisivo sulle sue vicende esistenziali: dalla
scelta dello pseudonimo “Collodi” in omaggio al paese natale
della madre, ai nonni materni e all'immenso amore dovuto ai ricordi
d'infanzia, sino alla decisione di non sposarsi e di non avere una
famiglia propria. Il trasferimento da Collodi a Firenze di Angiolina
Orzali avviene sì in seguito al matrimonio con Domenico Lorenzini,
ma anche a causa del forte legame che la unisce alla marchesa
Marianna Garzoni, la quale sarà anche madrina del suo primogenito
Carlo.

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