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lunedì 20 ottobre 2014

Il Babbo di Carlo "Collodi" Lorenzini

Domenico Lorenzini,nacque nel 1795 a Cortona da una famiglia contadina molto povera. Aveva la passione di cucinare e presto divenne assai valente nel suo mestiere. Partito da Cortona alla volta di Firenze come cuoco, fu assunto al servizio dal marchese Lorenzo Ginori Lisci che lo ebbe certo in gran stima visto che sentí il bisogno di portarselo dietro durante una visita estiva che fece ai marchesi Garzoni di Collodi. Fu in quella splendida villa che, probabilmente tra il 1824 e il 1825, Domenico conobbe Angiolina Orzali, figlia del fattore dei Garzoni. I due si piacquero e col consenso dei rispettivi padroni si sposarono. Il padre Domenico Lorenzini, di più umili origini, debole di carattere e fragile di salute, lavora come cuoco per gli stessi marchesi Ginori. I Ginori assegnarono al loro cuoco un quartierino in via Taddea, dove avevano scuderie e rimesse. Fu in questa casa che il 24 novembre 1926 nacque Carlo. La serie dei figli fu lunga: dieci in diciassette anni, ma solo tre vissero a lungo: Carlo, il fratello Paolo, che divenne poi responsabile delle Manifatture Ginori, e Ippolito l'ultimogenito. Nel 1848, quando Carlo e il fratello Paolo tornano dalla campagna di Montanara contro gli austriaci, il padre Domenico sofferente abbandona Firenze per morire proprio a Cortona, in casa di Lorenzo. I fratelli del padre: Lorenzo (visse agiatamente in Cortona), svolse attività di commerciante con discreto profitto, che gli permetterà anche di finanziare il nipote Carlo Collodi nell’acquisto di alcuni periodici. Filippo che trasferitosi a Poggibonsi si dedicò a coltivare terreni di sua proprietà e di lui non si sa altro.

giovedì 16 ottobre 2014

La Mamma di Carlo "Collodi" Lorenzini

1826 - 24 novembre alle 20:30 nasce Carlo (Giovanni, Filippo, Lorenzo) primogenito di dieci figli a Firenze in via Taddea, 21 dal padre Domenico, originario di Cortona, e dalla madre Angiola Orzali, originaria di Collodi, entrambi a servizio dai Marchesi Ginori Lisci.
La famiglia Ginori, originaria di Calenzano, si trasferì a Firenze già alla fine del Duecento scegliendo il quartiere di San Lorenzo. Nel 1786 Francesca Lisci sposò il Marchese Lorenzo Ginori ed, essendo l'ultima discendente della sua famiglia, lasciò al figlio Carlo Leopoldo tutti i suoi beni, tra cui la tenuta di Querceto. Quest'ultimo, per rispettare la volontà della madre, aggiunse il cognome dei Lisci a quello dei Ginori. Come già nei secoli precedenti anche nell'Ottocento i Ginori furono molto presenti nella vita politica; infatti, sia durante il periodo del Granducato di Toscana sotto gli Asburgo Lorena che durante il Regno d'Italia, vari membri della famiglia furono nominati senatori e deputati.
La madre di Carlo, Angiola Orzali era una delle figlie del fattore del marchese Giuseppe Garzoni Venturi a Collodi e la sua famiglia godeva di buone condizioni economiche, tanto da permettere alle figlie di diventare maestre elementari La giovane Angiola fu adibita alla direzione della casa e, ben presto scelta da Marianna Garzoni come sarta e cameriera, continuò a lavorare per lei anche quando quest’ultima sposò il marchese Ginori e si trasferì a Firenze nel palazzo omonimo. 
Il marchese Giuseppe Venturi, nato il 24 luglio 1824 da nobile ed antichissima stirpe, cessò di vivere nella stessa città di Firenze, dove aveva sortito i natali. Giovanissimo ancora, il marchese Garzoni si occupò con grande amore della cosa pubblica, e prese parte attiva ai moti del 1859, che prepararono l'annessione della Toscana al Regno d'Italia. Deputato prima alla Costituente toscana, il Garzoni entrò più tardi, cioè nel gennaio 1866, a far parte della Camera dei deputati e rieletto dagli stessi elettori di Borgo a Mozzano in due legislature successive, compiè lodevolmente l'ufficio di deputato, fino a che nel dì 15 novembre 1871 venne elevato alla dignità di senatore. Modesto e semplice nel costume, egli si compiaceva dell'amicizia e dell'intimità coi migliori ingegni del suo tempo, che lo avevano carissimo, e sebbene fosse uomo di larga cultura e potesse a buon diritto aspirare all'onore di prender parte alla vita politica militante, preferì portare le sue cure intelligenti nell'amministrazione degli istituti locali, ed in quella particolarmente del Comune di Firenze, in qualità di assessore delle finanze durante il consolato di Ubaldino Peruzzi, poi di assessore delegato, per oltre dieci anni, con funzione di sindaco.
La madre di Carlo, secondo i biografi del Collodi, sarebbe stata particolarmente intelligente, abile in ogni lavoro, bellissima anche da vecchia, spigliata e cortese. Il rapporto con lei, con cui, salvo alcune interruzioni, Carlo continuò ad abitare tutta la vita, ha avuto un influsso decisivo sulle sue vicende esistenziali: dalla scelta dello pseudonimo “Collodi” in omaggio al paese natale della madre, ai nonni materni e all'immenso amore dovuto ai ricordi d'infanzia, sino alla decisione di non sposarsi e di non avere una famiglia propria. Il trasferimento da Collodi a Firenze di Angiolina Orzali avviene sì in seguito al matrimonio con Domenico Lorenzini, ma anche a causa del forte legame che la unisce alla marchesa Marianna Garzoni, la quale sarà anche madrina del suo primogenito Carlo.