Se la Fondazione
lasciasse il Parco di Pinocchio? Questa non è una semplice domanda
ne una domanda semplice. Mi spiego meglio. Se avete seguito i miei
post, saprete che la Fondazione oltre a diffondere il libro di
Pinocchio nel mondo e i suoi valori, gestisce anche il Parco di
Pinocchio. Gestire il Parco di Pinocchio è facile. Gestire bene il
Parco di Pinocchio è molto più difficile. Se ci chiediamo come la
Fondazione ha gestito il Parco fino ad oggi, la risposta che mi sento
di dare è una, ovvero: dipende. Da cosa dipende? Semplice, da come
intendiamo il Parco di Pinocchio. Se la nostra idea di parco è
quella di avere un'area monumentale che racconti i vari passi della
Fiaba di Collodi allora la valutazione è sufficiente (oltre non mi
sento di andare). Al contrario se intendiamo avere un Parco di
Pinocchio moderno e che sia un volano promozionale per il territorio,
il turismo, l'occupazione e l'economia, bhe qui il giudizio non può
essere che gravemente insufficiente. Per questo motivo mi sono
domandato più volte cosa accadrebbe se la Fondazione lasciasse la
gestione del Parco di Pinocchio, magari a degli imprenditori
illuminati? Ormai lo abbiamo capito tutti che la Fondazione non vuole
o non puole fare del Parco niente di più di quello che sta già
facendo. Dunque perchè attendere ancora? Dato che Pinocchio e il suo
parco sono un bene della comunità e se la comunità vuole un nuovo
parco, più moderno e più al passo con i tempi, occorre non perdere
tempo. Ringraziamo la Fondazione per quanto fatto e giriamo pagina,
cercando un imprenditore o una cordata di imprenditori pronti ad
investire in un parco ambizioso dal nome scontato e collaudato, in
grado di rilanciare prepotentemente il nostro territorio.
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sabato 25 ottobre 2014
lunedì 13 ottobre 2014
Giurlani, Nocentini e il Parco Europeo di Pinocchio
La dove non arriva la
Fonadazione Collodi, arriva l'energico e scoppiettante Sindaco di
Pescia, Oreste Giurlani. Infatti, stando a quanto detto dallo stesso
Giurlani nel corso della manifestazione intitolata “Scopri
la Toscana-Arte, natura e misteri”, ospitata presso il Parco di
Pinocchio, il Giardino di Villa Garzoni e l’Osteria del Gambero
Rosso , a cui ha preso parte anche l'assessore regionale alla cultura
Sara Nocentini. Nel corso di un incontro tra i due, sindaco e
assessori hanno posto l’accento sulla necessità e sulla volontà
di investire sulla cultura, ricordando anche il lavoro che sta
svolgendo per rafforzare l’immagine di Pescia legata a Pinocchio.
In questo senso, appoggiato da Nocentini, il sindaco ha rilanciato il
progetto di realizzare un Parco Europeo di Pinocchio. La speranza è
che non sia la solita “bugia” ma una seria e concreta volontà!
giovedì 26 giugno 2014
Il Parco di Pinocchio
Il Parco di Pinocchio si trova nella frazione di Collodi presso il Comune di Pescia, in provincia di Pistoia. Oltre a tutto questo Collodi è anche il paese dove Carlo Lorenzini, l'autore delle Avventure di Pinocchio, trascorse la fanciullezza e da cui in seguito trasse lo pseudonimo che lo rese celebre in tutto il mondo. Tutto ebbe inizio nel 1953, quando su iniziativa del prof. Rolando Anzilotti, allora sindaco di Pescia, venne indetto un concorso nazionale, che prevedeva l'abbinamento di architetti e scultori, per la realizzazione di un monumento a Pinocchio, nel settantesimo anniversario della pubblicazione della prima puntata della fiaba di Pinocchio. Furono presentati 165 progetti ed esaminati da una commissione che scelse come vincitori ex equo il gruppo statuario Pinocchio e la Fatina di Emilio Greco e la piazzetta dei mosaici, progettata dallo scultore Venturino Venturi con gli Architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi. Ben tre anni dopo, nel 1956, utilizzando contributi pubblici e i proventi di una sottoscrizione nazionale fra gli alunni delle scuole inferiori, fu realizzato un parco commemorativo tradizionale costituito da un boschetto di lecci intorno ad una piazza lastricata e delimitata da muretti decorati a mosaico, con scene dalla storia di Pinocchio. Con il passare degli anni il parco si è arricchito di nuove realizzazioni: nel 1963 fu inaugurata l'Osteria del Gambero Rosso ed anche un museo-biblioteca, ove raccogliere le varie edizioni di Pinocchio (mai realizzato secondo i piani originari) del quale si conservano però alcuni disegni schematici. Successivamente fu realizzato l'ampliamento del parco su un'area contigua (il Paese dei Balocchi), con un percorso scandito da sculture e piccole costruzioni simboliche (come la Balena), dove vennero installate ventuno sculture in bronzo di Pietro Consagra, che rappresentano i personaggi, le situazioni e gli ambienti della fiaba. Pietro Porcinai progettò fitte siepi di sempreverdi e piante perenni e annuali i cui colori rimandassero simbolicamente all'episodio rappresentato. Questa seconda fase del parco viene attuata lentamente per carenza di finanziamenti e inaugurata solo nel 1972. Infine nel 1986 fu aggiunto il Laboratorio delle Parole e delle Figure, da uno schizzo dell'architetto Giovanni Michelucci.
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